la capanna di Tom

Un blog qualunque di un ragazzo qualunque...

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Respirando



Respiro l’aria fresca e rilassante della primavera che silenziosamente si sta affacciando alla mia finestra, attirando l’attenzione bussando in maniera quasi del tutto impercettibile con i suoi raggi, destando la mia curiosità di bambino nascosta tra le pieghe del passato. Il grigio della pioggia e l’umida atmosfera del lungo inverno stanno lasciando spazio a nuove sensazioni di rinascita.
E’ in questo contesto quasi paradisiaco che mi libro nel cielo mano nella mano con te, verso lidi sconosciuti, vivendo ogni emozione come fosse la prima volta che le sentissi vibrare dentro me. Mi chiedo se tutto questo sia vero e vivo, se non sia frutto della mia fantasia, ma poi mi volto leggermente e ti vedo sorridere, mi perdo nei tuoi occhi verdi, belli e profondi come un lago di montagna dentro il quale all’improvviso vorrei immergermi per nuotare.
Accompagnami con la tua sicurezza e con il tuo calore per qualsiasi strada il destino ci vorrà mostrare. E io ti farò da guida ogni qual volta il tuo piede incontrerà un ostacolo.

Schermo nero

Accendo la tv ma non c’è nulla che mi possa tirare su
Migliaia di giubbotti verdi armati solo di illusioni
fanno del loro ideale un bel pretesto per la guerra

Cade una lacrima

Immagini sbiadite di una vita recitata
Consumano in fretta la cultura di un paese

Cambio canale ma non cambiano le false maschere
Il grande parlamento come il circo è arrivato in piazza
Da quando anche i pagliacci possono emanare leggi

Sorriso isterico

Immagini sbiadite di una vita recitata
Consumano in fretta la cultura di un paese

Spengo lo schermo e riprendo a vivere

Tra luci e colori


Respiravo ricordi acerbi di un passato immobile, intriso di silenzi e falsità
Intrappolato da una vita che non era mia, ho preso il cuore e l’ho gettato via

Fuori il primo freddo bussava avidamente alla finestra, dandomi un brivido in più
Sei entrata all’improvviso dentro i sogni miei, ridandomi la voglia di essere

Se chiudo gli occhi dolcemente e mi rilasso un po’
tra luci e colori io ti sogno accanto a me
Rimani ancora qui ti prego o non ce la farò
non scappare via perché sei tutto quel che ho

Nuovi battiti che si rincorrono cercandosi nel futuro già parte di noi
Gli occhi che si incontrano, due anime si sfiorano e riscaldano emozioni magiche

Se chiudo gli occhi dolcemente e mi rilasso un po’
tra luci e colori io ti vedo accanto a me
Rimani ancora qui ti prego o non ce la farò
Non scappare via perché sei tutto quel che ho

Camminerò sospeso tra follia e innocenza
Danzando cullato dai pensieri tuoi

L'attesa

Alla ricerca di un perchè affogo la mia inquietudine nel gelo di questo inverno
e aspetto in un angolo buio una risposta che mi riporti in alto, nel posto che fino a poco tempo fa era il mio. Fugaci deliri si mischiano a consapevoli realtà che insieme annebbiano la vista e la mente lasciandomi inerme davanti al fato che si compie.
L'aria di festa travestita da puttana mi sarà compagna di viaggio in questi giorni che dovrebbero essere i più lieti dell'anno ma che saranno per me invece un'amaro lido di paranoie. Ma se Dio vorrà non sarò da solo e forse questo male interiore sarà più facilmente digerito se tu sarai accanto a me.
E intanto aspetterò un segnale aggrappato ad una labile speranza.

La scelta

Urlo scappo corro e ritorno
inseguo me stesso cercandomi altrove.
Dove sono?
Lì son rimasto, dove non voglio.
E allora prendo le mie cose, m'incammino.
Vieni con me, portami via,
fammi capire cosa non va,
fammi vedere come si fa.
Dove sei?
Dove vorrei che fossi io.
E allora aspettami lì.
Presto arriverò,
ma tu non andartene ancora,
non adesso che tutto mi è chiaro.
Accendo la luce, sogno da sveglio
muovo i miei passi a ritroso nel tempo
e vomito rabbia con pezzi di lei.
Lei che non è più me, che non c'è più in me.
Ora un nuovo domani si presenta alla porta.
Apro e ci sei tu.
Ridi, sorridi, credi.
Apro la scatola che tieni stretta
e dentro ci sono io rinato per te.

Respiri

Scorrono rapide sensazioni che si perdono tra i respiri
mentre intorno le nuvole si tingono di colori sempre più invernali
contrapposti alle sfumature di pastelli colorati
che dolcemente danno vita ad una nuova tela.
Atomi in movimento si cercano e si scrutano
pronti ad inventarsi nuove inesplorate reazioni.
Abbracci caldi e sinceri rimangono sospesi nelle frasi appese al cuore,
fatte di parole sussurate piano e di carezze che bruciano il sole.
Gli occhi sereni scrutano un domani senza domande
cavalcando pensieri che spaventano
ma che lentamente si allontanano dal triste circo di lacrime e rabbia
che con la sua carovana tutto aveva travolto.
I giorni si inseguono fino a ritrovarsi in istanti lunghi anni
che si credevano dimenticati.
Salti all'indietro ricoprono distanze lunghe una vita fatta di sogni.
Atmosfere adolescenziali riaffiorano dalla pelle illuminando il cielo sopra di noi.
Tutto intorno è etereo e al tempo stesso così tangibile,
così come i brividi che si arrampicano sulla pelle quando ci si sfiora,
donando nuova forza a quel muscolo raffreddato che aveva smarrito la sua sicura dimora.

Vola

Non avere paura, rincorri le nuvole e insegui i sogni
che nel silenzio del tuo cuore urlano per farsi raccontare.
Lasciali uscire piano.
Fa che accarezzino dolcemente i tuoi desideri
fino a mostrarti la più bella delle realtà possibili.
Non limitarti a sperare,
vivi per raggiungere ciò che vuoi essere
senza nasconderti da facili rimpianti.
Spiega le tue ali e vola via
senza guardare mai in basso
perchè da laggiù cercheranno sempre di distrarti.
Cadrai a volte, perchè nulla è mai facile come si vorrebbe.
Ma ogni volta che succederà ci sarà qualcuno pronto ad aiutarti,
ti prenderà per mano sorridendoti, e sussurrandoti calde parole,
facendoti sentire la più bella delle creature fantastiche,
e ti porterà nuovamente sopra le stelle.
E da lì con i tuoi occhi illuminati dalla luna,
osserverai tutto ciò che sei stata
e allora saprai di essere cambiata,
pronta per spiccare un'altro salto,
pronta per un'altro volo.


Incontri

Fuori il primo freddo bussa alla finestra
e dentro me lentamente, scorre via lungo le vene.
Strana magia in contrasto con l’aria della città
che sempre più corre incontro al lungo inverno.
Il cielo sopra noi si coprirà di tristi nubi
e la notte scenderà più velocemente togliendo respiro alle ore,
ma ciò non mi spaventa perché farò della speranza la mia dolce compagna.
Da lei mi farò cullare e a lei mi abbandonerò con gli occhi sognanti che solo un bambino può avere.
E allora questa città non sarà più triste
e anche il più freddo degli inverni non potrà ghermirmi.
Camminerò sospeso tra la follia e l'innocenza,
danzando sospinto dal vento dei sogni.
Mi addormenterò leggero. 
Sognerò una realtà non lontana in cui io possa essere felice.
Sognerai una realtà non lontana in cui tu possa essere felice.
Chissà se un giorno non lontano questi sogni si potranno incontrare e prendere per mano.

Dadi

Assonnati e lenti passano i secondi mentre a gli occhi continuano imperterriti a rimanere fissi su quella parola, carne viva di una frase che non verrà mai letta tutta, ferità che non troverà cura.
Gran parte di ciò che esiste attorno a me appare sbiadito e consumato dalla mia stessa voracità e tutto il resto è noia, come diceva il cantante.
Alla continua ricerca di espedienti, di una pistola dal calibro giusto, la più adatta ad ammazzare il tempo, rincorro mentalemente le lancette dell'orologio in una folle corsa senza arrivo prestabilito cercando di emergere con la testa dal mare di mediocrità nel quale da un po' di giorni ho trovato vano rifugio.
Assurda e puttana la vita, gioca con te da quando sei nato e si diverte ad osservare i tuoi fallimenti, le tue gioie, le tue ansie, i tuoi amori, i tuoi errori e giudica ogni passo che fai. Ma in fondo è lei che manovra i fili e che nel breve lampo di un ricordo ci può distruggere oppure con la stessa facilità, farci tionfare riempendoci l'ego di orgoglio.
Confuse considerazioni si scontrano dentro e fuori di me alimentando il cauto timore per un destino, il mio, che ancora non ha smesso di giocare la sua partita a dadi con la mente.
Cerco di staccare anima e corpo per meglio capire, con occhi sconosciuti ed estranei, quali siano i progetti che questa dannata partita ha in serbo per me.
Torno poi su quel libro, su quella frase e su quella scostante parola, chiudendo fino alla prossima volta, la scatola dei pensieri e quella della follia.

Verona

Ci sono giorni, di quei giorni dove il tempo vola e noi con lui.
Viaggi che partono con un treno e passando per l'anima ti trasportano verso lidi insperati. Città che sanno celare segreti e meraviglie che ti fanno innamorare ancora della vita, la tua e quella di chi ti sta già accompagnando lungo lo stesso sentiero da un po'.
Passi che si rincorrono l'uno dietro l'altro, marcando impercettibilemente il ciottolato che accarezza i vicoli del centro, accompagnandoci così mentre mano nella mano i nostri occhi felici inseguono i raggi di un sole da tempo atteso. I viaggi, anche se brevi, sanno celare sentimenti nascosti e risvegliare ardori assopiti dalla monotonia che la vita, a volte, ti sbatte in faccia senza mezze misure. E allora ci sono giorni, di quei giorni che ti senti rinato e ti viene voglia di prendere il mondo in mano e farlo volare in alto e sentirti padrone di ogni cosa e gioire di tutto ciò per cui prima non provavi alcunchè.
E riappare la speranza...a lei mi aggrappo con tutta la forza che il cuore mi sussurra e chiudo gli occhi guardandomi indietro, sfuggendo al nero che troppo spesso ha coperto gli strati di noi. Poi guardo avanti sempre con gli occhi chiusi, una lacrima scende, ma di felicità intrisa e di quella mi nutro per alimentare la fiducia che ho in te, che ho in noi.
E ripenso ad un'arena e ad un balcone che dell'amore è stato testimone, ripenso alla vista della città illuminata dal sole e ai chilometri percorsi tra le vie che abbracciavano la torre dei Lamberti e la Basilica di San Zeno...
Tanta fatica, di quella fatica chi rinfranca lo spirito e rasserena il cuore.

Il treno

Lui è seduto, lì che aspetta.
Il treno arriverà prima o poi, questione di istanti, di minuti che si rincorreranno lenti l'uno dietro l'altro incuranti dell'ansia dell'uomo che attende alla panchina.
La valigia stretta nella mano, due o tre stracci messi male, piegati controvoglia e infilati noiosamente dentro. Sulle spalle uno zaino, pieno di ricordi, di sorrisi e di angosce, figlie di un passato ancora troppo vicino e dannatamente scontato, come tanti passati di uomini diversi ma curiosamente uguali, uniti da un fato fotocopiato su misura.
Niente lacrime quest'oggi, nessun ripensamento. Solo un altro viaggio dietro una porta che si chiude.
Un'altra forse si aprirà nuovamente, ma non è ancora tempo.
E intanto fuori piove, così come dentro le pareti di un cuore che non ha più motivo di battere da un bel po'.
E l'orologio scorre, inesorabile e incurante del destino di un uomo che aspetta lì seduto, tra luci e ombre, un treno che passera a raccoglierlo, prima o poi.

Macchie vuote

chiarimenti prima della lettura

Si chiude il cielo sopra i miei lamenti
e precipita l'avvolgente grigio della pioggia.
Si scaglia ferocemente sui tetti instabili dei pensieri
che invano cercano di ritrovare la strada perduta.
Aspetto qui seduto, un segno del destino
e combatto con la noia della quotidianità:
un assurdo vento che si scontra con le fragili pareti di carne e ombre.
E la strada, viva come non mai, corre avanti a me
disegnando le traiettorie più assurde e imprevedibili.
E allora le inseguo in balia di false aspettative,
aspiro i fumi della mia inquietudine
sorseggiando con gusto i desideri dimenticati,
che pian piano riaffiorano illuminati dai lampioni di questa città.
Nido precario del mio essere sovversivo.
Scatto istantanee della gente che incrocia il mio cammino
ma ciò che vedo mi spaventa e mi disgusta:
macchie sfocate e vuote di anime che strisciano
alla ricerca di un bagliore, un senso vitale ormai disciolto
nell'acida realtà che non lascia più speranza.

Sola?

Rinchiusa, dentro quella stanza che non senti più tua da un po', urli il tuo dolore e il tuo odio.
Sentimento strano l'odio. Non si dovrebbe mai provare, per nessuno mai al mondo. Ma ci sono momenti in cui tutte le fragili pareti dietro cui si nasconde la ragione, crollano inesorabilmente al semplice soffio di vento freddo.
Sì perchè la tempesta a volte si abbatte quando meno te lo aspetti, arriva e tutto travolge. Poi si allontana altrettanto velocemente, ma il disastro è comunque compiuto e rimangono le macerie, lì abbandonate.
Basta quindi poco, un piccolo e leggero colpo di vento a sollevare la polvere accumulata e far riemergere la rabbia, la frustazione e la delusione.
Alle volte non si conosce mai davvero una persona, nemmeno quando ci vivi a stretto contatto ogni giorno. L'amore di una madre può essere sconfinato ma cosa succede quando non è così? Cosa succede quando coloro che dovrebbero amarti e supportarti nei momenti di maggiore sconforto, decidono invece di darti contro, quasi senza una ragione?
Sporadici casi in cui ci si sente comunque soli e abbandonati. E allora si perde la fiducia nel prossimo, ci si abbandona a se stessi e si vorrebbe buttare nel cesso ogni progetto futuro, come se tutto ciò che si sta facendo non abbia più alcun valore.
Perchè accade? Perchè ti senti sola ora? Perchè vorresti piangere anche se a stento scendono le lacrime?
Come vorrei esserti utile in qualche modo, farti capire amore mio che non sei sola..
Ma mi sento inutile e inerme di fronte al tuo dolore.
E allora l'unica cosa che posso fare è starti vicino, con il cuore, con la mente e con tutto ciò che sono.
Piangi, sfogati e urla perchè io ci sono.
Sarò la tua spalla su cui piangere.
Sarò muro su cui far battere i tuoi pugni nei momenti di rabbia.
Saprò essere il tuo cuscino e la tua coperta per scaldarti nelle fredde sere d'inverno.
Perchè non sei sola, non lo sarai mai.

Vivono solo quelli che lottano

chiarimenti prima della lettura

Sfrecciano veloci le auto, a pochi metri da me, guidati da uomini e donne diretti verso case e destini diversi.
La notte abbraccia questa fredda città, illusa solamente per un attimo da un tiepido pomeriggio di fine Gennaio.
Cammino guardando dritto avanti a me, fianco a fianco ai miei mille pensieri lasciando che mi sfiorino la mente.
Mi interrogo sui prossimi domani, incerto di ciò che mi attenderà. E intanto sorrido sereno per ciò che la vita mi sta regalando e che al momento è molto più di quello che mi sta togliendo.
In continua ricerca della felicità, mi muovo per queste vie che conosco a memoria e accompagno i miei desideri per mano con la speranza nel cuore ed un nuovo motto a guidarmi: "vivono solo quelli che lottano".

Silenzi

chiarimenti prima della lettura

Lacrime di sangue sgorgano dal cuore
e l'intero universo ne sente il sussurro.
Cadono piano e sfiorano l'anima
ma ciò nonostante nulla è dolore.
Guardi una foto e richiudi l'armadio.
Non così scaccerai il suo ricordo,
che vive, combatte e resiste deciso,
ignaro del tuo assurdo sperare.
Lacera il petto questo massacro
e scappa lontano il cuore malato.
Corpo svuotato, occhi dannati,
membra distrutte dal triste desio.
Effimero gioco che ti porta via
e toglie equilibrio al tuo ormai stanco ego.

Scleronoia™

Cammino solo per la città,
dentro il silenzio mi logora.
Cerco uno sguardo, forse il tuo.
Poi chiudo gli occhi, sospiro e vedo te...

Dolce scleronoia, corre via senza traiettoria.

Le luci che si accendono
si fanno spazio nel buio dentro me.
Cerco risposte inutili,
poi vi volto indietro e vedo te...

Dolce scleronoia, corre via senza traiettoria.

Saturday, bloody saturday

chiarimenti prima della lettura

Ci sono sere dove non serve parlare, dove non c'è bisogno nemmeno di ascoltare.
Dove si vorrebbe urlare o semplicemente scappare, anche solo con la mente, abbandonando il corpo vuoto all'interno di un auto non tua.
Diverbi, incomprensioni, brevi istanti di follia che si rincorrono furiosamente nell'assurdo intento di abbracciarsi in un tic tac d'orologio.
Intrecci adrenalinici che provocano rabbia e delusione, smottamenti dell'anima e incomprensibili dinamiche che si manifestano negli angoli più reconditi della mente.
Un cuore, due cuori, due mondi diversi che non riescono a comunicare.
Qual'è la strada da percorrere, la galassia più vicina alla sorgente del sapere?
Domande senza risposta.
E la mente torna dentro quel corpo e dentro quell'auto.
Passi stanchi e assonnati si lasciano alle spalle i postumi di un sabato dalle sfumature grigie e cupe mentre la porta di casa si apre ad abbracciare un nuovo domani.

Istantanee della mente

Pioggia di anime dentro l'oscuro lido dei suoi pensieri,
parole al vento gettate distrattamente su frasi già prive di logica.
L'urlo spento di una ragazza che s'infrange sulle fragili scogliere dell'umana psiche.
Immotivate scuse, insensate spiegazioni di un finto divenire che tutto travolge.
Sottile equilibrio come fragile cristallo pronto a sgretolarsi al sol battito d'ali d'una farfalla.
Momenti di magica quiete che rincorrono come in un sadico gioco, l'ira nascosta dietro sillabe appena sussurrate.
E il tempo va avanti incurante degli sguardi e dei perchè.
E da lontano s'ode l'eco di risa di abbracci e carezze, ricordo di un passato da conservare nei cassetti segreti del cuore.
Non piangere piccola mia, non questa notte e non per il mondo che dentro te vive e combatte.
La vita è bella perchè è vita.
Ci sarà un giorno, uno splendido giorno, in cui tutto sarà perfetto anche per te.
Dormi serena ora e lasciati scaldare dalle melodiose note di Orfeo.

Cresci bambina

Cresci bambina turbata dal fetido odore di morte che trasuda dalla realtà,
malata di emozioni distorte e falsate da altri,
distratta da mani che si muovono verso te per far ciò che non vuoi,
col mito dei falsi idoli che sputtanano la vita e il senso del pudore,
vestendoti alla moda per piacere ai ragazzi,
perdendo chili in un'assurda battaglia contro te stessa,
guardando in tv ciò che vogliono farti credere che esista davvero,
credendo che al mondo tutto sia bianco o nero,
ma cresci davvero senza farti fottere il cervello dal mondo in cui vivi.

Paure

Volgi lo sguardo al cielo in cerca di una risposta, perchè preghi uomo?
Chiudi gli occhi e urli al tuo silenzio, perchè soffri uomo?
Ti angosci alla ricerca della pace perduta, perchè piangi uomo?
Corri, scappa, lasciala indietro.
Pensa alla casa, al vuoto che c'è. All'animo tuo che al freddo resiste.
Pensa agli affetti: a quelli perduti, a quelli mai avuti, lasciati a metà.
Prendi la vita, la tua sola vita e dalla in pasto a luridi cani.
E già che ci sei unisciti a loro, al fiero banchetto da te preparato.
Paura di essere ciò che non vuoi, colpisce il tuo ego lasciandoti lì,
in balia di un vuoto che uscite non ha.
Corri, scappa, lasciala indietro.
La tristezza di un futuro privo di eroi.

Welcome

Benvenuti nel mio blog o se vogliamo il mio piccolo mondo virtuale, uno scrigno contenente tutto e niente allo stesso tempo. Un diario per nulla segreto dove mi piace dar sfogo alla mia mente delirante. Qui trovere infatti pubblicati piccoli racconti, testi di canzoni, poesie, riflessioni su diversi temi anche d'attualità. Ovviamente rimane sottointeso che non è mia intenzione far passare questo blog come una testata giornalistica! Semplicemente un raccoglitore di emozioni per me e per chiunque passi di qua. Buona lettura.